Parola profetica per il 2017 e per i prossimi anni

La Parola di Dio continua a parlare ed è sempre importante sottolineare che noi non abbiamo tutto il consiglio di Dio e la rivelazione completa. Il Signore si usa di servi inutili come canali della Sua rivelazione e della Sua Grazia, e sicuramente nel 2017 accadranno altre cose ancora rispetto a quelle che leggerete descritte in questa parola profetica. Ce ne saranno poi altre che lo Spirito Santo ci rivelerà camminando nel corso dell'anno, anche all’ultimo minuto. Alcune parole troveranno il loro compimento nel 2017, mentre altre negli anni successivi. Lo Spirito Santo, infatti, mi ha portato a riprendere parole date negli anni passati. Io credo di aver ricevuto questo da Lui e ve lo condivido, vagliando ogni cosa e ritenendo ciò che è buono, e dando Gloria al Signore.

 

Come dicevo, lo Spirito Santo mi ha fatto notare che alcune parole date gli anni scorsi riguardavano quella stagione, ma altre erano riferite ad un tempo futuro. Lo sottolineo perché, stando alla Sua presenza, Lui mi diceva questo: “Avete ricevuto molte Parole e alcune non si sono adempiute, mentre altre solo in parte; mettete attenzione alle Mie Parole, perché non avete solo la responsabilità di ascoltarle ma anche di camminare in esse”.

Significa questo: oggi viviamo nel tempo della velocità, del tutto e subito e del tutto nuovo (lo stesso mercato automobilistico continuamente presenta modelli nuovi), ma abbiamo bisogno di capire qual è il messaggio da parte dello Spirito Santo per questa generazione. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da prendere e questo noi discepoli potremmo applicarlo alla vita spirituale. Infatti, spesso anche noi tendiamo a chiederci cosa ci sia di nuovo da parte di Dio: può essere una buona attitudine, ma porta con sé un rischio, che è quello di essere continuamente sollecitati dalla voglia di ascoltare Parole nuove, dimenticandoci quello che lo Spirito Santo ci ha detto.

Quando la Parola di Dio arriva, essa può produrre un frutto immediato; talvolta, però, bisogna camminare in quella Parola per vederla adempiersi. Il Signore desidera che ci proiettiamo in avanti con la visione che Lui ci dà e che ascoltiamo la Parola, la Sua per ogni tempo, ma nello stesso tempo vuole che camminiamo nella Parola che Lui ci ha già dato. Ecco perché mentre Lui va avanti, ci fa anche riprendere delle cose che ci ha già detto: è un mix di cose vecchie e di cose nuove. Perché la Sua Parola non passa di moda, mentre le parole dell'uomo sì. Dio esiste da sempre: Lui ha la Verità, Lui è la Verità.

Le parole che vi condividerò si collegano a dei punti del passato da cui proveniamo e ci aggiungono cose nuove per andare avanti, perché un popolo senza visione non sa dove andare e quindi ha bisogno di coltivare la parola profetica. Altrimenti il rischio è di proiettarsi in avanti dimenticando ciò che sta dietro, cioè le parole già ricevute!

 

 

2017, la Luce

 

Questa non è soltanto una parola per l'anno 2017, ma è la Parola di Dio.

 

«Sorgi, risplendi, perché la tua luce è giunta, e la gloria dell'Eterno si è levata su te. Poiché ecco, le tenebre ricoprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli; ma su di te si leva l'Eterno e la sua gloria appare su di te.» (Isaia 60:1-2)

 

Questa è una dichiarazione che Dio fa a ognuno di noi: la Sua Gloria si è levata sul Suo popolo; la Luce sta arrivando! La Gloria dell’Eterno è su di noi, non perché riceviamo unzione da parte del Signore: è una condizione! Una condizione del popolo di Dio e dei Suoi figli, quelli che veramente lo sono: non i credenti ma i discepoli. Tocca a tutti noi sorgere e risplendere. Perché dobbiamo fare questo? Perché la tua luce è giunta. Questa frase ha un doppio significato: la Luce, quella che è stata mandata per noi, che ci appartiene per Grazia, bisogna afferrarla per fede, e quella Luce si chiama Gesù Cristo ed è già giunta.

L’altro significato è che se tu sei un figlio di Dio, hai già quella Luce ed è la tua Luce. La Luce che riceviamo è per noi, ma dal momento che la riceviamo diventa nostra. Noi siamo Luce. Non dobbiamo guardare le cose intorno, bisogna che la Luce si levi sulle tenebre che avvolgono la Terra. Non può essere solo colpa delle situazioni, del diavolo, delle circostanze o delle tenebre stesse, ma la responsabilità di sorgere e di risplendere è dei figli di Dio. Perché è un comando che il Signore dà al Suo popolo. E non è questione di età, di forza o di debolezza. Tutti siamo chiamati a sorgere e risplendere.

Oggi il mondo subisce continue sollecitazioni e anche noi a volte pensiamo e diciamo di non farcela. Eppure quando vogliamo fare qualcosa, la facciamo. Allora forse la verità è che, a volte, certe cose non le vogliamo fare. La Parola ci invita a levarci e a sorgere, nonostante la fitta oscurità attorno a noi. Non sarà facile, però sarà più semplice di quanto crediamo.

Questo è un anno di Luce. Più aumenteranno le tenebre nel mondo, più la Gloria del Signore si alzerà. Ma non lo farà da sola: sarà una conseguenza del sorgere e del risplendere di coloro che avranno la Luce. Il Signore ci equipaggia con armi, chiarezza e Luce, ma tocca a noi sorgere e risplendere. Il mondo ha bisogno di tutto ciò che procede dalla Luce, quella del Regno di Dio, e di tutto ciò che vive di Luce, che produce Luce e che proviene, vive e manifesta la Luce. Se non lo farai tu, ci sarà qualcun altro.

Se diciamo di vedere, allora stiamo diventando ciechi, cioè abbiamo un’attitudine di “arrivo” e non più di bisogno. Questo è un chiaro segno di orgoglio. Se invece diciamo di aver già visto ma di voler vedere ancora, allora il Signore aggiungerà cose nuove e cresceremo come figli di Luce. Questo è un segno di umiltà.

Cosa succede quando noi credenti pensiamo di essere a posto? Cadremo. Perché? Perché il Signore sa perfettamente come siamo fatti noi uomini: cerchiamo sempre la comodità e un posto dove stare bene, ma il nostro posto è il Cielo. Noi siamo Luce in mezzo a coloro che non ce l’hanno e mentre noi portiamo la Luce, abbiamo bisogno di riceverla.

 

«Gesù allora disse loro: “La luce è con voi ancora per un po'; camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove va”.» (Giovanni 12:35)

 

Questa verità vale anche per noi oggi. Gesù da lì a poco avrebbe lasciato i discepoli e la stessa cosa la dice oggi a noi lo Spirito Santo: “Per un po’ sono ancora con voi”. Questa parola è quantomai attuale. La Luce, infatti, è con noi ancora per un po’.

Perché la Scrittura ci dice di camminare? Cosa significa? Voi dovete seguire la Luce, perché chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Voi sapete dove state andando perché avete la Luce. Quindi la Bibbia ci invita a non fermarci e a camminate nella via e nella Parola. Se diciamo di camminare, in realtà ci stiamo fermando; se diciamo di vedere, siamo ciechi. La giusta attitudine è quella di chi ha bisogno di vedere ancora. Dunque non fermiamoci alla Luce di adesso ma camminiamo.

Molti cristiani non sanno dove stanno andando: quando la vita ci prende troppe energie, perdiamo di vista dove veramente ci stiamo dirigendo. Perché molte chiese sono partite con lo Spirito e sono finite nella carne? Perché si perde di vista chi siamo e dove stiamo andando. Chi cammina nella Luce sa dove va. E se camminano i figli della Luce, camminano anche le tenebre; e se ci fermiamo, ci sorprendono. Quindi dentro di noi c’è un certo livello di Luce, più o meno cosciente, ma esiste un diventare figli di luce progressivo, durante il cammino, di Gloria in Gloria, di forze in forze, di vita in vita. Questo è il cammino del discepolo. Il credente riceve dal Signore e si ferma lì, mentre chi cammina con Gesù, cammina davvero.

La Luce serve per vedere chiaro, per vedere fuori, per vedere lontano, per vedere dentro di noi, per conoscere, per vedere la Verità, per sostenere, per vincere, per scegliere, per avere speranza dove non ne vediamo. Ecco perché oggi il Signore ci sottolinea l’importanza della Luce. Gesù è la Luce che illumina ogni uomo.

Ci sono quattro punti legati al concetto di Luce:

1) Dio è Luce e in Lui non vi è tenebra alcuna;

2) Noi abbiamo ricevuto questa Luce;

3) Egli ha messo la Sua Luce in vasi di terra, cioè in noi;

4) Noi abbiamo bisogno di vedere chiaro in questo mondo, con la Sua Luce.

Nei tempi a venire ci saranno accadimenti negativi e andremo incontro a un numero sempre maggiore di blackout energetici, e questo porterà delle ripercussioni sul sistema del mondo. Ma la Vera Luce guiderà i passi dell'uomo che confida nell’Eterno.

Mentre noi cammineremo con la Luce, saremo trasformati con la Luce e dalla Luce, ma per succedere questo dev’esserci un ravvedimento. Per ravvedimento s’intende un cambiamento d’intenzione di vita. L’inganno in cui molti cristiani cadono sta nel fatto che, avendo già ricevuto la Luce (Gesù Cristo), si fermano. Ma Gesù dice: “camminate finché avete la Luce”.

Quindi bisogna camminare e continuare a ravvedersi, cioè a cambiare intenzione di vita. Se cambi intenzione, allora cambierà anche il resto. Qualcuno chiede al Signore di farlo ravvedere, ma siamo noi che dobbiamo cambiare intenzione di vita, Lui non ci può costringere: è un atto volontario della nostra mente, della nostra anima o dello nostro cuore. Se non lavoriamo sul cambiamento dell’intenzione, non cambieremo nemmeno l’azione.

Esiste un ravvedimento alla croce, cioè quando Gesù incontra la persona e alcune forme di peccato spariscono. Ma tante altre intenzioni di vita sbagliate fanno parte di noi e non vengono cambiate in quel momento. Ecco perché c’è anche un ravvedimento nella Luce: per questo Gesù ci dice di camminare nella Luce. Questo è un processo che s’innesca con la nuova nascita. Se noi pensassimo di ragionare sempre bene e di avere tutte intenzioni giuste, sbaglieremmo: non siamo mica Dio. Siamo invece uomini, figli di Dio.

Tutti i giorni abbiamo delle intenzioni sbagliate e dei compromessi. Non possiamo cambiare le azioni senza cambiare le intenzioni, perché altrimenti saremmo religiosi. Se non cambiamo le intenzioni, ci sarà sempre la fatica di dover decidere. Non era cosi nella prima chiesa, a quel tempo era una Luce continua.

Il Padre vuole che siamo la Sua luce per gli altri nel mondo. Questo è fondamentale per il vero discepolo ed è anche un esercizio per uscire da noi stessi. Non importa che predichiamo ogni giorno, ma è necessario che la nostra vita risplenda della Luce di Cristo. Noi abbiamo la speranza che molti non hanno, portiamola! Noi siamo la Luce del Signore. Essere un discepolo di Gesù significa fare discepoli, Lui ci ha dato questo mandato.

Il 2017 sarà un anno che porta una riflessione sull’essere Luce, sul camminare nella Luce e sul vedere la Luce negli altri. Se siamo Luce, produrremo Luce. Il 2017 sarà l’anno di vedere chiaro: alcuni vedranno chiaro un percorso della loro vita che prima non avevano o che stavano chiedendo al Signore. Ma non basiamoci solo sulla chiarezza riguardo alla direzione della nostra vita, ma sulla chiarezza di chi siamo in Cristo Gesù. Non c’è solo una chiarezza per la vita personale, perché la nostra vita cristiana non può essere basata solo su una chiarezza di direzione umana. Ma riprendiamo la base, cioè la Luce. Nel 2017 la Chiesa riprenderà questo punto e ci sarà una Luce maggiore e quella luce che era soffocata ritornerà fuori. Gloria a Dio!

 

 

2017, la Sapienza

 

«In quel tempo sorgerà Mikael, il gran principe, il difensore dei figli del tuo popolo; e ci sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato da quando esistono le nazioni fino a quel tempo. In quel tempo il tuo popolo sarà salvato, tutti quelli che saranno trovati scritti nel libro. Molti di coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno, alcuni per vita eterna, altri per vergogna e infamia eterna. Quelli che hanno sapienza risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno condotti molti alla giustizia, risplenderanno come le stelle per sempre.» (Daniele 12:1-3)

 

In questi versetti non si parla della sapienza del mondo, ma di quella del Cielo. Sulla Terra c’è tenebra, ma Dio ha comunque dato all’uomo una misura di sapienza. Oggi è il tempo della confusione, della superficialità, del caos e della globalizzazione, in cui tutto è veloce e in cui gli uomini pensano di conoscere qualsiasi cosa e di riunire ogni tipo di cultura sotto un’unica “etichetta”. In realtà tutto questo significa ignoranza, confusione, paura e incertezza. Oggi pensiamo di sapere, invece è il contrario. E nella velocità ci vengono propinate delle verità, ma sono bugie: il problema è che, a forza di ripeterle, le persone ci credono.

Il bene e il male ci sono sempre stati, però dobbiamo affrontare le cose in modo diverso da anni fa. Ci sono situazioni, circostanze e azioni che all’apparenza sono buone anche per noi credenti, ma non lo sono. Nella Chiesa manca la sapienza e molti saranno travolti da quello che sta per arrivare, perché ci andranno dietro come verità quando non lo sarà. Per esempio, ci sono dei movimenti politici che stanno emergendo e la cui radice spirituale è diabolica. Tanti credenti saranno influenzati e prenderanno per buono delle cose che non sono. Noi abbiamo il diritto e il dovere di avvertire il popolo di Dio, poi ognuno è libero di fare come ritiene meglio.

Cosa dà la sapienza del Padre? La Luce: perché quelli che avranno sapienza risplenderanno. C’è quindi un legame fra la Luce e la sapienza di Dio. Vediamo un esempio: molti cristiani puntano il dito o guardano certi tipi di peccati senza rendersi conto di dove stanno cadendo. Puntiamo il dito sulla superficie del peccato e non ci accorgiamo di quello che sta dietro e di quello che corre sotto certe parole, certe affermazioni e certi movimenti di pensiero, politici e religiosi. In realtà l’anticristo e il governo diabolico stanno già operando, ma ci manca la sapienza per riconoscere davvero dove sta l'inganno che spianerà l’affermazione del governo dell’anticristo. Pensiamo di vedere ma siamo ciechi. Abbiamo bisogno della sapienza del Signore: non possiamo essere garanti di noi stessi nella stagione in cui siamo entrati, perché la Chiesa non sarà dispensata dalla tribolazione, che subirà per essere santificata; questo non deve farci paura, però bisogna che diventi uno spunto di riflessione importante.

Il mondo sta veicolando tutte le persone e le varie denominazioni in una sola direzione, quella in cui tutto è Dio, tutto è buono e tutto è pace. Il mondo parlerà sempre più di Dio, però in un modo ingannevole, e allo stesso tempo perderà sempre di più il timore di Dio. Ogni uomo dichiarerà sempre di più il nome di Dio a suo beneficio, ma sarà un Dio personale, e così vivrà sempre di più nella sua indipendenza, solitudine, giustizia, ribellione e soprattutto nella mancanza del vero timore del vero Dio. Così facendo, diventerà terreno fertile alla manifestazione dell’Anticristo, che è già venuto ed è già all’opera. Siamo arrivati ad un punto in cui il timore di Dio viene scambiato con la religiosità e viceversa. Sapete cosa significa il timore di Dio? Significa attenzione, priorità, ascolto, rispetto, relazione, silenzio, sapienza, pace e santificazione. Invece la religione produce paura, sforzo, orgoglio, egocentrismo, merito e vittimismo. Nell’ultima ora ci saranno una malvagità, una manipolazione, una confusione e una rabbia che non si sono mai verificati in passato né mai più si manifesteranno in futuro.

Leggiamo:

 

«Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene,traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati (2 Timoteo 3:1 e 5)

 

Quindi significa che arriveranno dei tempi più difficili di quelli di prima? Sì, è così. Il versetto dice che negli ultimi tempi gli uomini saranno amanti di se stessi, ma l’uomo è sempre stato amante di se stesso… Questo vuol dire che negli ultimi tempi questo aspetto prenderà una piega ancora diversa, che all’inizio non era. Amanti di se stessi significa essere narcisi, ma l’uomo lo è sempre stato. Sì, però oggi esiste una forma ancora diversa e più forte, che è rappresentata dal “selfie” (foto di se stessi) scattato con lo smartphone. Da questa situazione possiamo trarre un ulteriore spunto di riflessione: se esiste un falso, vuol dire che c’è un vero; se lo spirito di menzogna mette l’attenzione su noi stessi, il Signore, però, ci dà un tempio da gestire (spirito, anima e corpo) e da curare.

Ma lo spirito di religiosità mente e dice ai credenti di non curare il corpo e di essere di aspetto dimesso. Il Signore vuole che curiamo il nostro corpo, che mangiamo bene, che facciamo esercizio fisico e che abbiamo premura dell’aspetto esteriore. Dev’essere fatto nel modo giusto e non deve diventare la nostra ragione di vita, trasformandoci in narciso, cioè nell’uomo che si fa Dio di se stesso. Invece dobbiamo essere quell’uomo che dà agli altri il meglio, a partire dalla parte più profonda.

Il versetto di 2 Timoteo parla di avidità del denaro: cosa vuol dire? Significa che l’uomo ha paura e trattiene il denaro, oppure lo raccoglie e lo accumula, avendo timore di perderlo. Lo vediamo anche in mezzo alla Chiesa: c’è una paura crescente e porta a essere avidi, cioè a trattenere anziché a dare. Questo porta ad avere un rapporto di dipendenza dal denaro e non di libertà. Talvolta può esserci un problema reale di mancanza di soldi per pagare l’affitto o le bollette, ma ricorda che il Signore permette questo anche per misurare la nostra fiducia in Lui e il nostro vero riposo.

Scorrendo il passo di 2 Timoteo, si parla di vanagloriosi, cioè di quella gloria vana, inutile, la gloria dell’uomo che passa. Noi abbiamo una gloria che il Signore ci ha dato, ma che è passeggera e non è per sempre. Negli ultimi tempi gli uomini cercheranno più la gloria di se stessi che la Gloria di Dio. Anche noi cristiani siamo soggetti a questo: per esempio, quando diamo a qualcosa un’attenzione maggiore che alla vita eterna. Noi siamo gloria di Dio, perché creati a Sua immagine e somiglianza, ma questo verità non deve spingerci a mettere noi stessi sull’“altare” al posto di Dio.

La Scrittura ci parla anche di superbia. Qual è il suo significato? Assolutamente convinto della sua superiorità sugli altri. Il problema è che molti cristiani lo sono: siccome hanno Cristo si sentono superiori e il giudizio ricade su di loro. In 2 Timoteo si parla ancora di bestemmiatori (cioè di coloro che dicono delle cose contro Dio), di disubbidienti ai genitori (questo per i figli), di ingrati (quando tutto è dovuto senza ringraziare; e lo vediamo attorno a noi, l’ingratitudine è sempre più presente), di scellerati (cioè senza un limite), di coloro che sono senza affetto (senza amore, qualsiasi sia l’espressione dell’amore), degli implacabili (cioè coloro che non si fermano mai; già oggi vediamo come il mondo ci suggerisca di andare sempre avanti, di non pensare e di non fermarci).

E ancora: si parla di calunniatori (cioè di coloro che mettono in giro dicerie, imputazioni o denunce coscientemente false; lo vediamo sempre di più durante i momenti di cura personale, le persone improvvisamente dicono delle cose non vere), di intemperanti (cioè chi non sa moderarsi negli appetiti naturali), di crudeli (coloro che, con coscienza e in modo volontario, fanno violenza fisica, mentale o spirituale su altri, compiacendosi della propria impassibilità), di chi è senza amore per il bene, dei traditori (coloro che “consegnano” qualcuno con tradimento, che poi significa usare frode contro colui che si fida di te, oppure ingannare qualcuno violando un patto o venendo meno a un obbligo vincolante alla fede data), di temerari (chi non valuta il rischio evidente in un atteggiamento o in un comportamento per incoscienza o disprezzo del pericolo; questo avviene spesso nello sport, quando si dimostra la mancanza di timore allo scopo di dimostrare che si ha una capacità superiore a quella pensata), di orgogliosi (amanti dei piaceri più che di Dio; vuol dire che prima bisogna essere amanti di Dio e poi dei piaceri) e di aventi l’apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza (ci sono due tipi di pietà, quella vera e quella finta, cioè di facciata o di certe azioni per dimostrare di essere qualcuno che in realtà non si è).

Negli ultimi tempi ci sarà una finta pietà e tutto il mondo sarà unito da un unico dio: tutti saranno veramente uniti nella pace di dio e non in quella di Gesù Cristo, che è il principe della Pace. Le persone coinvolte nel governo mondiale parleranno della Bibbia, parleranno del dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, di Maometto, di Buddha e parleranno di tutte le religioni dell’unico dio. Ci saranno tanto amore e tanta comprensione l’uno verso l’altro. Il punto è che certe cose verranno da dentro il cristianesimo e non da fuori, e molti credenti ci andranno dietro. Oggi possiamo notare solo degli accenni di questo.

Sicuramente il Signore si userà anche di queste persone per portare altri a Lui e sfrutterà certi messaggi nella politica, nella musica e nell’arte per portare le persone a incontrare Gesù, perché il vero Dio prende la Gloria da qualsiasi “miseria” dell’uomo. Ma noi come figli di Dio abbiamo bisogno di avere Sapienza, non quella della religione, non quella del cristianesimo, non quella dell’uomo, ma la sapienza del Regno di Dio.

 

«La sapienza grida per le vie, fa sentire la sua voce per le piazze; essa chiama nei luoghi affollati e pronuncia i suoi discorsi all'ingresso delle porte in città: “Fino a quando, o semplici, amerete la semplicioneria, e gli schernitori prenderanno gusto a schernire e gli stolti avranno in odio la conoscenza? Volgetevi alla mia riprensione; ecco, io verserò il mio Spirito su di voi e vi farò conoscere le mie parole. Poiché ho chiamato e voi avete rifiutato, ho steso la mia mano e nessuno vi ha fatto attenzione, anzi avete respinto ogni mio consiglio e non avete accettato la mia correzione, anch'io riderò della vostra sventura, mi farò beffe quando verrà ciò che temete, quando ciò che temete verrà come una tempesta, e la vostra sventura arriverà come un uragano, quando verranno su di voi l'avversità e l'angoscia”.» (Proverbi 1:20-27)

 

In questi versetti c’è un avvertimento dello Spirito Santo: arriveranno tempi di sventura, di angoscia e di tempesta e saranno rovina per coloro che non hanno acquistato la Sapienza; ma chi ha l’ha acquistata resterà. Ecco la Sapienza grida per le strade! Alle porte della Chiesa! Il profeta Daniele dice che quelli che avranno ricevuto la Sapienza risplenderanno come le stelle nel firmamento in mezzo al buio della notte. La Sapienza è la cosa più importante: il popolo di Dio ha bisogno della Sapienza e di acquistare l’intendimento divino. Il Signore ci chiama ad essere semplici e non ad amare la semplicioneria. E ci chiama ad amare la Sapienza di Dio e le Sue profondità in modo semplice.

 

 

2017, anno Benedetto e Determinante

 

Il 2017 è un anno determinante, inteso come risolutivo e decisivo. Sicuramente sulla sfera personale, ma anche ecclesiastica, riguardante le varie chiese. C’è anche un’applicazione rivolta alla società: si manifesteranno dei fatti che saranno determinanti per il corso della storia. E quando questo succederà, lo Spirito Santo ci ricorderà delle cose; quindi prendiamo forza e fiducia in Lui e andiamo avanti. Questo sarà un anno determinante per certi processi irreversibili, siano essi politici, economici, della società, spirituali o mondiali. Vedo come un punto di svolta, un giro di boa, a prescindere dal campo in cui si manifesti.

Il 2017 sarà un anno determinante per iniziare cose nuove, per stabilire quelle già iniziate, per riprendere in mano il cambiamento necessario e il risveglio delle coscienze. Sarà determinante per decidere di ri-decidere per Lui: abbiamo dodici mesi per farlo. Prima ri-decidiamo e prima gireremo la boa. Sarà determinante per scegliere tra la vita o la morte, per seminare in cose specifiche e per raccogliere qualcosa che non è stato possibile raccogliere prima. Abbiamo fatto molte cose negli anni passati, ma non tutte erano quelle giuste. Il 2017 sarà però un anno determinante e saranno determinanti le scelte che faremo.

 

 

2017, anno chiamato Determinazione

 

Cosa significa determinazione? Definitiva presa di posizione della volontà, cioè decisione, obiettivo da raggiungere. Bisogna trovare l’obiettivo da raggiungere, quello di Gesù. Molti cuori prenderanno forza e determinazione nella via di Gesù e dello Spirito Santo. Per alcuni quest’anno sarà determinante verso di Lui, però non per tutti, perché alcuni sceglieranno male ma almeno ci sarà determinazione.

Sarà un anno di determinazione personale, nell’opera di Dio e negli obiettivi, dopo il vaglio che c’è stato e dopo il vaglio che, per alcuni, ci sarà. Nel corso del 2017 ci saranno degli incoraggiamenti da parte del Signore per riprendere nuove forze ed essere più determinati di prima, perché qualcuno si è rassegnato, si è fermato e si è depresso, ma ci saranno dei segni di incoraggiamento.

 

 

2017, anno chiamato Espansione

 

Una parola che avevamo già ricevuto nel 2016. Sarà un anno di espansione del vangelo dei miracoli, ma tocca a noi espanderli per la Gloria di Gesù. Sarà un anno di espansione delle testimonianze, del Regno, dei miracoli, del Vangelo, dell’acqua viva, dell’Amore vero, della Luce, della Vita, della Gloria di Dio, del ministero e della visione che Lui ci ha dato.

 

 

2017, anno chiamato Fioritura e Fioritura delle promesse

 

«Poiché ecco, i tuoi nemici, o Eterno, poiché ecco, i tuoi nemici periranno e tutti gli operatori d'iniquità saranno dispersi. Ma tu mi hai dato la forza pari a quella del bufalo, tu mi hai unto di olio fresco. E i miei occhi vedranno la sconfitta dei miei nemici e i miei orecchi udranno della disfatta dei malvagi che si levano contro di me. Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano. Quelli che sono piantati nella casa dell'Eterno fioriranno nei cortili del nostro DIO. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia e saranno prosperi e verdeggianti, per proclamare che l'Eterno è giusto;egli è la mia Rocca e non vi è alcuna ingiustizia in lui.» (Salmo 92:9-15)

 

Il giusto fiorirà come la palma, nel nome di Gesù. Questo significa, forza, potenza, unzione, crescita e frutto (anche per gli anziani), prosperità, abbondanza, radicalità e raccolta. Dall’altra parte, questo Salmo dichiara morte dei nemici, oltre a sconfitta e disfatta, ma non per quelli che sono piantati nella casa dell'Eterno.

Facciamoci piantare e piantiamoci noi nella casa del Signore. Questo non riguarda la Chiesa in generale ma l’opera locale: facciamoci piantare e curare nella casa locale, seriamente, e questo non lo dico alle persone neo convertite, che sono molto più facili da “lavorare”, ma a chi crede da più tempo. Il problema è quando devi sradicare un albero da un terreno e piantarlo da un’altra parte: è molto più pesante farsi piantare quando si è anziani. Ma il giusto fiorirà come la palma.

Ci sarà sempre di più questa diversità tra quelli che fioriranno perché sono piantati e quelli che fioriranno ma perderanno i petali velocemente. È sempre più d’abitudine per le persone di andare da un vaso ad un altro e di non fiorire. Questo lo insegna anche chi lavora nei vivai: mano a mano che le piante crescono devono essere aggiustate, ma se ogni volta vengono spostate, è uno sforzo maggiore per la pianta. Lo stesso vale per noi quando cambiamo casa, c’è sempre una fatica. Immaginiamo se dovessimo traslocare ogni mese: diventerebbe ingestibile. Questa però è un’abitudine nelle chiese, con le pecore che vanno da una parte all’altra e non si lasciano piantare né curare in un luogo.

Se vogliamo fiorire veramente, dobbiamo essere piantati. Poi non ci lamentiamo se siamo soggetti alla disperazione. Il depresso è un malato di egocentrismo, come lo è il narcisista che vuole tutti gli occhi su di sé o chi vuol essere compianto. Ma quelli piantati nella casa del Signore fioriranno: anche se in questi anni sono stati provati, sarà un anno di fioritura per quelli che sono piantati.

 

«Poi la parola dell'Eterno mi fu rivolta, dicendo: “Geremia, che cosa vedi?”. Io risposi: “Vedo un ramo di mandorlo”. L'Eterno mi disse: “Hai visto bene, perché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto”.» (Geremia 1:11-12)

 

Il mandorlo è il primo albero che fiorisce ed è l'ultimo che matura il frutto. Il fiore rappresenta la Parola di Dio, che arriva e avrà sempre un suo compimento, anche se fosse l’ultimo frutto all’ultima stagione. Ecco perché lo Spirito Santo mostrò a Geremia il ramo di mandorlo, che ha bisogno di un tempo di gestazione lungo. Ecco perché il Signore dice: “Hai visto bene, perché io vigilo sulla Mia Parola per mandarla ad effetto”.

Sapete dove sbagliamo? Noi guardiamo il fiore e pensiamo “ora si mangia”! Non è detto. Il Signore mostra a Geremia il ramo più lungo nel periodo della gestazione del frutto, un po’ come se dicesse che una cosa può succedere ora oppure all'ultimo. La promessa si manifesterà: non scoraggiamoci e guardiamo alla visione dello Spirito aspettandola, perché anche se tarda, per certo essa arriverà.

 

 

2017, anno chiamato Riscatto

 

È una parola che abbiamo già ricevuto negli anni 2014, 2015 e 2016. Dio ci ha già riscattati: siamo pronti? Questo anno manifesta un Riscatto specifico che come Suoi figli aspettiamo da tanto tempo!

 

 

2017, anno chiamato “Morte e distruzione”, “Vita e ricostruzione”

 

Due condizioni contrapposte, ma sempre più manifeste, che andranno di pari passo. Lo Spirito Santo ci avverte prima, per cui non lasciamoci intimorire dalla morte e distruzione, ma adoperiamoci per la vita e ricostruzione. I segreti di Dio sono rivelati al Suo popolo. Alleluia!

Ai figli di Dio lo Spirito Santo dice: “Attenzione, quest’anno ci saranno morte e distruzione!”. Come per le doglie di parto e per la donna che comincia il travaglio per poi dare alla luce il bambino, così è per la Chiesa, perché purtroppo essa passerà una parte della tribolazione. Sarà dispensata da altre cose e il Signore a causa degli eletti accorcerà quei giorni, però la Chiesa sarà provata col fuoco.

Non sappiamo quando e, ad oggi, non ho questa rivelazione, ma credo che le doglie del parto siano già iniziate (i primi momenti). Quindi il 2017 sarà un anno di morte e distruzione, nel senso che aumenteranno degli accadimenti che già si verificavano negli anni passati. Per esempio, i geologi hanno detto che l’anno scorso in Italia il numero di scosse telluriche è stato superiore alla media; noi già lo sapevamo, perché lo Spirito Santo ci aveva avvertiti.

È un processo irreversibile e una volta può essere una tempesta, un’altra una guerra, un’altra ancora un attentato... C’è morte e distruzione, ma nella fitta oscurità che avvolge i popoli su di noi si leva la Gloria di Dio. Ecco perché abbiamo bisogno di ravvedimento, di Luce e di Sapienza: noi chiamati ad adoperarci per la vita e la ricostruzione. Mentre il mondo andrà in distruzione, noi porteremo la ricostruzione. Queste due circostanze contrapposte saranno più manifeste e visibili: il Signore ci avverte non per intimorirci ma perché ci adoperiamo nella vita e ricostruzione. E questo sarà un esercizio di ravvedimento. Chi avrà la Sapienza del Signore risplenderà come le stelle nel firmamento in mezzo al buio della notte.

Apostolo Lorenzo Lippi

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